Apparato scheletrico / Infiammazioni

INFIAMMAZIONE

  • Che cosa è l’infiammazione?

L'infiammazione o flogosi è un meccanismo di difesa localizzato non specifico in risposta all'azione dannosa da parte di agenti di varia origine: fisici (traumi, calore, ecc…), chimici (acidi ecc.), tossici, da agenti di natura biologica (batteri, virus, ecc.) ed ha la funzione di distruggere, attenuare o tenere separati sia l’agente nocivo che il tessuto danneggiato.

Il processo ha inizio con una vasocostrizione transitoria, poi seguita da un breve aumento della permeabilità vascolare. Il secondo stadio è prolungato e consiste nell’aumento sostenuto della permeabilità vascolare, nell’essudazione di fluidi dai vasi sanguigni (edema), nel raggruppamento dei leucociti lungo le pareti dei vasi sanguigni, nella fagocitosi dei microrganismi, nel deposito di fibrina sui vasi sanguigni, nell’eliminazione da parte dei macrofagi di frammenti accumulati e infine nella migrazione dei fibroblasti verso la superficie e lo sviluppo di cellule nuove e nella norma. La gravità, il tempismo e il carattere locale di qualsiasi risposta infiammatoria in particolare, dipende dalla causa, dalla zona colpita e dalle condizioni dell’ospite. L’istamina, la chinina e altre diverse sostanze mediano il processo infiammatorio. 

I sintomi di un'infiammazione sono definibili in 5 parole:

  • dolore (provocato dalla compressione delle terminazioni nervose) (dolor)
  • calore (aumento della temperatura corporea) (calor)
  • gonfiore (si crea edema e quindi ristagno liquido) (tumor)
  • arrossamento (provocato dall'aumento del flusso sanguigno e dalla vasodilatazione) (rubor)
  • inibizione della funzionalità (a causa del dolore e ridotta integrità) (functio laesa)

L’infiammazione può essere acuta o cronica.
Infiammazione acuta: solitamente d’improvvisa manifestazione, è caratterizzata da classici sintomi, in cui predominano processi vascolari ed essudativi.

Infiammazione cronica: prolungata e persistente, è caratterizzata principalmente dalla formazione di nuovo tessuto connettivo; può essere una continuazione di una forma acuta o un prolungamento di una forma leggera.

Per aiutare l’organismo ad affrontare l’infiammazione e a ridurne i sintomi  esistono i farmaci cosiddetti antinfiammatori. Tra i farmaci più utilizzati troviamo i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei): i più noti sono l'ibuprofene, l'acido acetilsalicilico, l'acetaminofene o paracetamolo, il ketoprofene, il flurbiprofene e tanti altri (diclofenac, naprossene, nimesulide, metamizolo, etc.).

http://www.biohealth.it/it/esigenze/apparato-scheletrico/infiammazioni

Come agiscono i FANS?

Gli effetti terapeutici e gli effetti collaterali dei FANS derivano dalla loro azione su un enzima chiamato ciclo-ossigenasi (COX). 
COX è l’enzima chiave della biosintesi delle prostaglandine (molecole fondamentali per i processi infiammatori), presente in due tipi, COX-1 (responsabile per le funzioni fisiologiche – come per esempio la protezione della parete dello stomaco dall’acidità) e COX-2 (coinvolta nel processo infiammatorio).
La maggior parte dei FANS blocca l’enzima COX e ciò spiega sia gli effetti terapeutici (inibizione della COX-2) sia gli effetti collaterali (inibizione della COX-1). Una categoria specifica di FANS, chiamati inibitori selettivi della COX-2, hanno azione solo sull’enzima di tipo 2 pertanto presentano meno effetti collaterali. 

Assumendo i FANS quindi non si agisce semplicemente contro l'infiammazione, ma si altera anche il normale funzionamento di:

  • vasi sanguigni (vasodilatazione e vasocostrizione)
  • bronchi (broncodilatazione e broncocostrizione)
  • aggregazione piastrinica
  • secrezione gastrica
  • sensibilità al dolore
  • temperatura corporea
  • reni
  • fegato

L’aspetto negativo dei FANS è proprio la mancanza di selettività, essi, infatti, non agiscono solo sul sito dell'infiammazione e frequentemente si presentano gli interessi...ovvero con gli effetti indesiderati!

I problemi più comuni dovuti all'assunzione dei FANS sono:

  • aumento di acidità gastrica, provocata da un'iperproduzione di acido cloridrico nello stomaco e da una riduzione del muco protettivo nella mucosa gastrica; tra i FANS più gastrolesivi troviamo l'acido acetilsalicilico, diclofenac).
  • tossicità renale, provocata da una riduzione delle normali funzioni renali di filtrazione e riassorbimento, che portano a ipertensione, creazione di edemi e ritenzione di liquidi; tra i più nefrotossici troviamo il paracetamolo.
  • tossicità epatica (formazione di metaboliti secondari tossici o interferenza con il normale funzionamento del fegato) e del sistema nervoso centrale (mal di testa, vertigini, sonnolenza, nervosismo, ...); tra cui nimesulide, acido acetilsalicilico e paracetamolo.
  • interazione con altri farmaci

 

Esistono efficaci alternative e rimedi naturali ad azione antinfiammatoria?

In natura esistono sostanze che possiedono proprietà antinfiammatorie e antiedemigene simili a quelle dei FANS e dei cortisonici, le due categorie di farmaci che trovano più ampio utilizzo nella terapia dell’infiammazione.

Parlando degli antinfiammatori naturali è importante ricordare la mancanza di effetti collaterali dati dal prodotto chimico. Inoltre l'azione del fitocomplesso della pianta è diverso da quello del singolo principio attivo.

Infatti, mentre l'antinfiammatorio di sintesi è più immediato come effetto, ma la sua azione dura solo qualche ora, le piante sono forse più lente nell'esplicare il loro beneficio, ma certamente i loro effetti sono più duraturi, anche considerando il fatto che si possono assumere per periodi più lunghi, senza controindicazioni.

 In natura esistono parecchi rimedi utili contro l'infiammazione, tra i piu efficaci:

  • BOSWELLIA: la Boswellia (es. Boswellia serrata) è nota per le proprietà antinfiammatorie, analgesiche ed antiedemigene naturali.

http://www.biohealth.it/it/principi-attivi/boswellia

  • BROMELINA: la Bromelina, estratta dalla polpa e soprattutto dal gambo dell’Ananas, è un insieme di enzimi, dotati di attività proteolitica, cioè in grado di degradare proteine in aminoacidi.

http://www.biohealth.it/it/principi-attivi/ananas