Apparato scheletrico / Infiammazioni

UNA DIFESA DA PARTE DELL'ORGANISMO

L'infiammazione, o flogosi, è un meccanismo di difesa non specifico innato, che costituisce una risposta protettiva, seguente all'azione dannosa di agenti fisici, chimici e biologici, il cui obiettivo finale è l'eliminazione della causa iniziale di danno cellulare o tissutale, nonché l'avvio del processo riparativo.

Il termine arriva dal latino INFLAMMARE, dare alle fiamme, questo perché la risposta protettiva o distruttiva dei tessuti del corpo a irritazioni o lesioni si manifesta con calore e bruciore.

L’infiammazione può essere acuta o cronica.
Infiammazione acuta:
infiammazione, solitamente d’improvvisa manifestazione, caratterizzata da classici sintomi( vedi infiammazione), in cui predominano processi vascolari ed essudativi.

Infiammazione cronica: infiammazione prolungata e persistente, caratterizzata principalmente dalla formazione di nuovo tessuto connettivo; può essere una continuazione di una forma acuta o un prolungamento di una forma leggera.


I suoi sintomi principali sono: il rossore (rubor), il calore (calor), il gonfiore (tumor), il dolore (dolor) e la riduzione funzionale (functio laesa): inibizione della funzionalità dell'area colpita (specie se si tratta di un'articolazione) a causa del dolore e degli squilibri indotti dai meccanismi facilitatori dell'infiammazione (es. edema) sull'integrità delle strutture infiammate.

Il processo ha inizio con una vasocostrizione transitoria, poi seguita da un breve aumento della permeabilità vascolare. Il secondo stadio è prolungato e consiste nell’aumento sostenuto della permeabilità vascolare, nell’essudazione di fluidi dai vasi sanguigni, nel raggruppamento dei leucociti lungo le pareti dei vasi sanguigni, nella fagocitosi dei microrganismi, nel deposito di fibrina sui vasi sanguigni, nell’eliminazione da parte dei macrofagi di frammenti accumulati e infine nella migrazione dei fibroblasti verso la superficie e lo sviluppo di cellule nuove e nella norma. La gravità, il tempismo e il carattere locale di qualsiasi risposta infiammatoria in particolare, dipende dalla causa, dalla zona colpita e dalle condizioni dell’ospite. L’istamina, la chinina e altre diverse sostanze mediano il processo infiammatorio.

L’infiammazione è una risposta protettiva localizzata, suscitata da una lesione o dalla distruzione dei tessuti, che ha la funzione di distruggere, attenuare o tenere separati sia l’agente nocivo che il tessuto danneggiato. La risposta infiammatoria può essere provocata da agenti fisici, chimici e biologici, inclusi i traumi meccanici, l’esposizione a un’eccesiva quantità di raggi solari, raggi X e materiali radioattivi, prodotti chimici corrosivi, eccessi di calore e freddo oppure da agenti infettivi come batteri, virus e altri microrganismi patogeni. Sebbene questi agenti nocivi possono produrre un’infiammazione, infezione e infiammazione non sono sinonimi.