Sali minerali / Ipocalcemia

Il calcio è un fondamentale elemento del nostro organismo che conosciamo troppo poco. L’unica cosa che ci viene regolarmente in mente se pensiamo al calcio è che costituisce la massa ossea: vero ma non essenziale se non in presenza equilibrata con altri elementi altrettanto fondamentali.

Oltre all’osso (per il mantenimento del quale hanno pari importanza calcio, magnesio, alcali) il calcio rientra in tutti i processi di contrattilità muscolare e in tutte le trasmissioni nervose di stimoli e comandi dal cervello all’organismo.

Il calcio lo troviamo negli alimenti ma, a differenza di quanto normalmente ci viene imposto dai media, quello di formaggi, latticini e latte è una forma ben poco utile al corpo il quale necessita invece del calcio che estrae dai vegetali.

Spesso e volentieri i problemi ossei sono da attribuire ad uno squilibrio acido-base e non ad una carenza di calcio;  in questi casi una supplementazione di calcio da latticini o altre forme oltre a non portare alcun beneficio a livello osseo puo’ creare problemi renali di tipo calcolotico quando non depositi di sali di calcio in altri tessuti molli (gengive, arterie…).

Ecco che diventa primario in questi casi alcalinizzare il corpo anziché apportare calcio.

Un enorme aiuto ci viene dal calcio in forma di citrato: una molecola già di per sé alcalina in grado di riequilibrare l’alcalosi fisiologica del corpo e nello stesso tempo apportare calcio utile al corpo.

Carenze di calcio (non significa automaticamente che in presenza di osteopatie o osteoporosi siamo in carenza di calcio) sono rare a verificarsi e possono essere dovute a:

— carente alimentazione: squilibrio calcio/fosforo;

— eccesso di acido fitico (presente in alcuni alimenti, soprattutto cereali integrali e crusca);

— eccesso di acido ossalico (presente in alcuni alimenti, per esempio spinaci e cacao);

— tannini (presenti, per esempio, in caffè e tè);

— alcolici;

— cattivo assorbimento intestinale dovuto a patologie;

— deficit di vitamina D (spesso nei paesi nordici questa è causata semplicemente dalla cronica mancanza di esposizione alla luce solare);

— ipoparatiroidismo;

— insufficienza renale cronica.


I sintomi della carenza di calcio più frequenti (ancorchè rari poiché l’organismo che avverte carenze ne preleverà dalla massa ossea) sono (e si manifestano in ipocalcemia grave):

— laringospasmi;

— crampi;

— tetanie;

— formicolii alle estremità e altri sintomi neurologici.

L’apporto di calcio da latticini e derivati è, come abbiamo già suggerito, l’approccio meno corretto; l’integrazione dovrebbe avvenire con un sale alcalino in grado di facilitare l’assorbimento dello ione e il suo utilizzo.

Un calcio in forma citata presenta queste caratteristiche oltre all’importante fattore dell’elevata tollerabilità: il 50% della popolazione infatti che integra calcio in forma comune (la più comune risulta essere la forma carbonata) interrompe a causa della difficile digestione; la cosa non si verifica nel caso di un integratore a base di citrato di calcio.