Benessere sessuale maschile / Trattamento della disfunzione erettile

L’obiettivo primario della gestione del paziente con disfunzione erettile è determinare l’eziologia del problema onde poterla trattare prima possibile, evitando cosi di curare solo i sintomi.

Gli IPDE5 sono i famosi inibitori della 5fosfodiesterasi (Viagra, Cialis, Levitra…) che favoriscono il rilassamento della muscolatura liscia attraverso l’inibizione nella produzione del GMP.

Ma è cosi semplice?

In teoria si, ma sempre nelle linee guida EAU si legge che:

  • i nitrati sono controindicati con gli inibitori del PDE5;

  • i pazienti che assumono qualsiasi forma di nitrato organico (per esempio nitroglicerina, isosorbide monoidrato…) o donatori di ossido nitrico (per esempio le forme di nitrato usato nelle angine). Questo perché ci sarebbe un accumulo di cGMP con un imprevedibile effetto ipotensivo sulla pressione sanguigna;

  • se la PDEI5 viene assunta e il paziente sviluppa dolore al torace, l’uso di nitroglicerina deve essere evitato almeno per 24 ore in caso di uso precedente di sildenafil e di almeno 48 con il tadalafil;

  • gli inibitori della 5PDE sono l’unica terapia in caso di prostatectomia radicale con denervazione totale e in tutti in casi in cui ci sia stata una diagnosi di disfuzione erettile patologica.

In tutti gli altri casi si può ricorrere a terapie naturali prive di effetti collaterali in grado di aumentare i livelli di testosterone in modo fisiologico e ripotare i soggetti ad una normale funzione sessuale, senza rapporti a comando, ma con un sessualità regolata dal desiderio più che dalle occasioni.

Tra questi preparati spicca l’attività del tribulus terrestis (link interno al principio attivo) con dati che dimostrano la sua efficacia.

(https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3499213/)