Calcoli renali / Ipocitraturia

LA CAUSA PIÙ COMUNE NELLA FORMAZIONE DEI CALCOLI RENALI

L’ipocitraturia risulta essere la più comune causa alla base della formazione dei calcoli renali. Fortunatamente anche la più facilmente correggibile. Cosi charles Pak in un articolo del 1999 per la presentazione del citrato di potassio e magnesio negli USA. (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9873216)

Il citrato è uno ione che nell’organismo svolge un ruolo centrale nel ciclo di KREBS, mentre nelle urine rappresenta il principale inibitore nella formazione dei calcoli renali, attraverso la formazione di complessi solubili con il calcio.

La carenza di citrato a livello urinario determina una maggiore facilità nella formazione dei calcoli renali.

Le cause che conducono all’ipocitraturia sono molteplici.

Da Farmaci, l’utilizzo di alcune molecole produce uno stato di ipocitraturia:

  • corticosteroidi;

  • amiloride;

  • tamoxifene;

  • diuretici tiazidici.

Secondaria ad altre patologie:

  • malattie infiammatorie intestinali;

  • morbo di Chron;

  • stati di diarrea cronica;

  • chirurgia bariatrica e ileale;

  • ipercalciuria;

  • osteoporosi;

  • malnutrizione;

  • sindrome da rialimentazione;

  • acidosi tubulare renale.

Da alimentazione:

  • eccesso di proteine animali;

  • eccesso di sodio;

  • scarsità di alimenti alcalini.

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Ipocitraturia da squilibri acido base: L'equilibrio acido-base è considerato uno dei fattori più critici che agiscono sull'eliminazione dei citrati, che diminuisce in condizioni di acidosi e aumenta in condizioni di alcalosi. Il pH luminale ha un effetto molto marcato sull'assorbimento dei citrati a livello del tubulo prossimale: infatti un basso valore di pH aumenta il trasporto del citrato variando il rapporto fra citrato bi e trivalente. Si è visto che la concentrazione dell'anione trasportato nella sua forma bivalente cresce di circa 10 volte quando il pH passa da 7,6 a 6,6, riducendone fortemente la presenza a livello urinario.

Ipocitraturia da digiuno o diarrea: anche nel digiuno prolungato è stato riscontrato un aumento del trasporto del citrato a livello della membrana apicale. In seguito, ad alcalosi indotta sperimentalmente da una dieta a basso contenuto di potassio, c'è stata una diminuzione nell'eliminazione urinaria del citratoQuesti dati suggeriscono che l'eliminazione urinaria dei citrati sia influenzata dalla deplezione potassica, che può agire con più meccanismi di azione come ad esempio la riduzione del pH intracellulare o un aumento dell'eliminazione a livello luminale di ioni H+, legata all'ipokaliemia.

Ipocitraturia da acetazolamide: è un inibitore dell'anidrasi carbonica utilizzato in oculistica per la cura del glaucoma, fa diminuire l'eliminazione urinaria dei citrati e talvolta può provocare la formazione di calcoli di calcio. L'effetto dell'acetazolamide è una alcalinizzazione delle urine accompagnata da uno stato di acidosi metabolica sistemica. Si suppone che la diminuzione del citrato urinario da parte dell'acetazolamide sia dovuta a variazioni di pH sia cellulare che luminale. 

Ipocitraturia da tiazidici: i tiazidici diminuiscono l'eliminazione urinaria del citrato in quanto causano un bilancio negativo del potassio con possibile acidosi intracellulare, questa perdita di potassio viene compensata meglio con la somministrazione di citrato che non con il cloruro. 

Ipocitraturia da ACE inibitori: recentemente alcuni autori hanno fatto notare che l'inibizione dell'enzima di conversione dell'angiotensina può essere causa di ipocitraturia sia nell'animale che nell'uomo. L'ipocitraturia da ACE inibitori è probabilmente legata ad una diminuzione nel pH intracellulare del tubulo prossimale mediante l'inibizione della stimolazione indotta dall'Angiotensina II del fattore di scambio Na/H nella membrana apicale. Questa forma di ipocitraturia, probabile in condizioni di acidosi metabolica e di ipokaliemia, può essere dovuta ad un aumento del riassorbimento tubulare del citrato. In più, un aumento dell'attività dell'ATP citrato liasi può contribuire all'azione ipocitraturica degli ACE inibitori.


CONSEGUENZE DELL'IPOCITRATURIA

La patologia più nota e studiata, collegata a stati di ipocitraturia, imputabili, come abbiamo visto, a situazioni differenti (acidosi tubulare renale, sindrome di malassorbimento, ipokaliemia da tiazidici infezioni del tratto urinario…) è senza dubbio la litiasi renale. 

L'effetto principale dei citrati nella prevenzione della litiasi renale è la formazione nell'urina di complessi solubili con il calcio, questi determinano una riduzione della concentrazione degli ioni calcio e della saturazione urinaria dell'ossalato (CaOx) e del fosfato (CaP) di calcio. Inoltre il citrato ha un'azione inibente diretta sulla nucleazione spontanea e sulla crescita dei cristalli di CaOx e di CaP.

L’obiettivo è di risalire alla causa dell’ipocitraturia, ma una semplice integrazione di sali di citrato (citrato di potassio e citrato di potassio e magnesio) può correggere l’anomalia a livello urinario prevenendo la formazione dei calcoli renali.