Calcoli renali / Ipercalciuria

L’ipercalciuria è una concentrazione molto elevata ed anomala di calcio nelle urine. Rappresenta una delle cause più comuni di sviluppo di calcoli renali. Esistono diversi sistemi per misurare l’ipercalciuria, nel caso di screen metabolici si parla di ipercalciuria quando il calcio nelle urine supera i 4 mg per peso corporeo nelle 24 ore.


CAUSE

L’ipercalciuria può essere dovuta a tre cause:

— dieta: un eccesso di assunzione di proteine, calcio, sale e zuccheri semplici può aumentare i meccanismi di riassorbimento osseo e assorbimento intestinale, soprattutto in soggetti già affetti da ipercalciuria;

— cause endogene: dovute a cause relative ai reni stessi, ad esempio nel caso alterazioni dei tubulari renali, oppure dovute ad altri metabolismi corporei come quello enterico oppure osseo;

— cause sistemiche: dovute a cause endocrinologiche (ad esempio iperparatiroidismo), metaboliche (mixedema), ossee (tumori ossei), etc.


ORIGINE

Si distinguono tre meccanismi che danno origine alle ipercalciurie:

Assorbitiva intestinale: l’intestino assorbe quantità eccessive di calcio. Questo è dovuto a molteplici cause ad esempio ad un’aumentata assunzione di vitamina D, oppure alla sindrome di Milk-alkali, a sarcoidosi o altre patologie granulomatose.

Renale: diminuita capacità escretiva del calcio da parte del rene. Nei reni il calcio si accumula e precipita dando origine a cristallizzazioni che evolvono in calcolosi.

Riassorbitiva ossea: aumentato rilascio di calcio dalle ossa, come succede ad esempio nei casi di iperparatiroidismo, tumore osseo, eccesso di vitamina D o A. Le ossa rilasciano quantità eccessive di calcio che non riescono ad essere opportunamente smaltite dai reni.

In particolare la vitamina D ricopre un ruolo estremamente importante nelle ipercalciurie, perché svolge tre importanti funzioni metaboliche:

1. Promuove l’assorbimento intestinale di fosfato e di calcio;

2. Favorisce la deposizione di calcio a livello del tessuto osseo;

3. Stimola il riassorbimento di calcio e fosfato a livello renale.

Pertanto un eccesso o una carenza di vitamina D sono in grado di modificare il metabolismo del calcio e di influire sull’assorbimento intestinale e sul riassorbimento osseo.


SINTOMI E CURE

L’ipercalciuria lieve è spesso asintomatica e viene scoperta accidentalmente attraverso esami clinici eseguiti per altri motivi. Nei casi più gravi può portare a nausea, vomito, dolore addominale, stipsi e anoressia. 

L’ipercalciuria è spesso presente nei casi di osteoporosi: circa il 20% delle donne in menopausa affette da osteoporosi risentono anche di ipercalciuria. 

L’ipercalciuria è anche responsabile del 50% della varianza della densità ossea minerale BMD (bone mineral density). 

Sia nelle forme primarie sia in quelle secondarie, il trattamento include sia misure dietetiche (basso apporto di sodio e proteine, normale apporto di calcio, elevato apporto di liquidi) sia farmacologiche.