Sistema urinario / Infezioni vie urinarie

CAUSE, SINTOMI, DIAGNOSI, PREVENZIONE E CURA

Le infezioni delle vie urinarie (IVU) sono alterazioni a livello dell’apparato urinario che si manifestano con stati irritativi e infiammatori e presenza di carica batterica nelle urine.

Nella maggior parte dei casi colpiscono le basse vie urinarie (uretra-vescica-prostata) e sono facilmente trattabili, ma se trascurate possono diffondersi alle alte vie urinarie (ureteri-reni) dando pielonefriti e setticemie, con gravi rischi per la salute.

(www.salute.gov.it)

Si distinguono dunque:

— cistite Infezione della vescica;

— uretrite Infezione dell’uretra;

— prostatite Infezione della prostata.


 

CAUSE DELLE INFEZIONI URINARIE

Le infezioni urinarie sono causate nella maggior parte dei casi dalla presenza di batteri intestinali nella zona anale e perianale; questi microrganismi fecali sono in grado di muoversi esternamente penetrando e colonizzando l’uretra o più raramente passando internamente attraverso la barriera tissutale. Le infezioni del tratto urinario sono più frequenti nella donna perché l’uretra è più corta (4-5 cm) rispetto a quella dell’uomo (15-18 cm).

(https://it.wikipedia.org/wiki/Infezione_delle_vie_urinarie)

Tra i batteri patogeni che causano infezioni urinarie abbiamo:

— Escherichia Coli 80% dei casi

— Staphylococcus saprophyticus, epidermidis e fecalis 10-15%.

— Proteus Mirabilis, Klebsiella spp., Pseudomonas aeruginosa, Enterobacter occasionalmente

Perché vengono? Fattori di rischio.

La comparsa d’infezioni alle vie urinarie può dipendere da numerosi fattori comportamentali e predisponenti che ne fanno aumentare l’incidenza.

Tra questi troviamo:

— Fattori anatomici: Nella donna l’uretra corta situata vicino ad ano e vagina diventa facilmente attaccabile dai microrganismi di origine fecale e vaginale. Nell’uomo ipertrofia prostatica o stenosi delle vie urinarie provoca ristagno urinario causa della maggior parte delle infezioni.

— Patologie associate come diabete, patologie neurologiche, prolasso uterino o vescicale, la presenza di cateteri e terapie che alterano le normali difese immunitarie.

— Fattori comportamentali:

— La scarsa idratazione comporta urine concentrate e stitichezza con conseguente stasi fecale nell’ampolla rettale, che facilita il passaggio dei batteri per via tissutale.

Esposizione al freddo: provoca vasocostrizione locale e facilita l’insorgenza di cistiti.

— Dieta sbilanciata o irritativa: assenza di fibre che aiutino la peristalsi e l’assunzione di sostanze irritanti quali alcol, caffè, cibi grassi e piccanti che aumentano l’infiammazione dei tessuti.

— Rapporti sessuali: l’uso di dispositivi anticoncezionali (diaframma, spirale o creme spermicide) e terapie ormonali alterano il normale equilibrio della flora vaginale riducendone la capacità di difesa da infezioni. Batteri e funghi presenti in vagina possono facilmente raggiungere l’uretra che si trova in prossimità.

Variazioni ormonali possono ridurre la produzione di acido lattico, lubrificante naturale, e provocare traumi meccanici da sfregamento durante i rapporti (cistite post coitale).


QUALI SONO I SINTOMI?

I sintomi di un’infezione urinaria variano da persona a persona e di norma si fanno più importanti man mano che i batteri si avvicinano alle alte vie urinarie.

sintomi di cistite e uretriteovvero le infezioni delle basse vie urinarie possono essere:

— urgenza a urinare;

— disuria, difficoltà a urinare nonostante lo stimolo;

pollachiuria, minzione frequente;

— stranguria, minzione dolorosa;

— ematuria, sangue nell'urina;

— dolore pelvico e lombare;

— urina torbida e maleodorante;

— febbre.

Nelle infezioni delle alte vie urinarie si aggiungono:

— brividi;

— febbre alta;

— nausea;

— vomito;

— dolore lombare e toracico;


DIAGNOSI: QUALI ESAMI SVOLGERE?

In presenza dei sintomi appena descritti è importante svolgere alcuni accertamenti che diano un quadro chiaro della situazione e consentano di trovare la giusta terapia.

— Esame Urine comprende un insieme di test di laboratorio per valutare le caratteristiche chimico-fisiche dell’urina raccolta la mattina o nelle 24ore e l’analisi al microscopio del sedimento.

L’esame fisico valuta il colore, la limpidezza dell’urina (i batteri rendono le urine torbide) e la presenza di sangue.

L’esame chimico consente di verificare eventuali variazioni del pH urinario e la presenza di leucociti (globuli bianchi) e nitriti, tutti segni potenziali di presenza batterica.

L’analisi del sedimento al microscopio può mettere in luce la presenza di cristalli, precursori dei calcoli renali.

— Urinocoltura è l'esame che accerta o esclude la presenza di batteri nelle urine e ne determina la carica. Per evitare la contaminazione del campione, prima della raccolta è necessario compiere un’accurata igiene intima e scartare il primo getto di urina; i batteri presenti all’esterno e nel primo tratto di uretra possono entrare nel campione e falsare il risultato pur non essendo necessariamente i responsabili dell’infezione in atto.

— Antibiogramma spesso associato all’urinocoltura, è l'esame che verifica la sensibilità (S) o la resistenza (R) agli antibiotici dei ceppi batterici raccolti e messi in coltura. É un esame fondamentale per il medico che deve scegliere quale terapia consigliare; un antibiotico prescritto senza consultare l’antibiogramma può non essere efficace ed andare ad alimentare le già numerose resistenze agli antibiotici.


PREVENZIONE

Alcune accortezze possono ridurre il rischio* di incorrere in un'infezione delle vie urinarie:

— evitare alimenti irritanti che generano infiammazione;

— bere abbastanza acqua da produrre 1,5 litri di urina;

— curare l’igiene intima prima e dopo i rapporti sessuali;

— l'igiene intima nelle donne deve essere condotta dall'avanti verso dietro per evitare che i batteri presenti nelle feci possano penetrare attraverso l'uretra;

— urinare frequentemente;

— urinare dopo i rapporti sessuali;

— cambiare spesso assorbenti igienici, pannolini e presidi per l'incontinenza urinaria e fecale;

— non indossare indumenti intimi stretti o in tessuto sintetico;

— regolarizzare l'intestino assumendo l’adeguato apporto di fibre, acqua ed eventuali fermenti e probiotici;

— mantenere in salute l’ambiente vaginale eventualmente integrando con lactobacilli e acido lattico. (link interno su AMBIENTE VAGINALE una volta online)


CURA DELLE INFEZIONI URINARIE

Terapie farmacologiche

Antibiotici
Le infezioni delle vie urinarie sono curate con antibiotici. Il tipo di antibiotico deve essere prescritto dal medico in base all’esito dell’urinocoltura. Esistono antibiotici ad ampio spettro che possono colpire diverse famiglie batteriche (fluorochinoloni, cefalosporine, aminoglicosidi) o antibiotici mirati, la cui azione è più specifica. La durata della terapia dipende dal patogeno che ha colonizzato la vescica e dalla gravità dell’infezione. Finita la terapia antibiotica, il medico potrebbe far ripetere l’urinocoltura per confermare la scomparsa dell’infezione. É importante assicurarsi che l’infezione sia completamente guarita, perché una cistite non curata completamente può generare una recidiva.

Raccomandazioni: Il paziente deve assolutamente evitare l’autoprescrizione perché l’antibiotico scelto può risultare nocivo per la salute o completamente inefficace, rischiando di aggravare l’infezione e perdere del tempo prezioso per la cura. Il farmaco prescritto dovrà essere assunto rispettando dosaggio, tempi di somministrazione e durata della terapia.

Le ultime linee guida SIU per il trattamento delle infezioni urinarie invitano i signori medici ad utilizzare in modo “ragionato ed appropriato la terapia antibiotica delle cistiti non complicate” considerando “l’utilizzo smoderato di antibiotici ad ampio spettro come i fluorchinoloni, le cefalosporine e gli aminoglicosidi ha creato un tasso di resistenze elevate che ad oggi risulta davvero preoccupante”. Ecco che ancora una volta emerge la necessità di far eseguire al paziente un’urinocoltura per stabilire con esattezza il batterio infettante e l’antibiogramma per verificare quali antibiotici si possono ancora utilizzare.

Antidolorifici: Antinfiammatori e/o Analgesici
Sono farmaci utilizzati per ridurre o mascherare il senso di dolore e bruciore causato dall’infiammazione, ma non risolvono la causa dello stimolo doloroso. 
Appartengono al gruppo degli antidolorifici le seguenti classi di farmaci:

— i FANS, antinfiammatori non steroidei;

— gli analgesici-antipiretici

Antispastici
Per rilassare la muscolatura liscia del tratto genito-urinario e controllare gli spasmi della vescica.

Terapie alternative

Negli anni, l’incremento di resistenze agli antibiotici e la stasi nella ricerca farmaceutica di nuove molecole, ha accresciuto il bisogno di trovare alternative valide ed efficaci alle terapie convenzionali. Un prodotto completo ed efficace nella cura delle infezioni del sistema urinario deve essere in grado di contrastare la carica batterica, ma deve anche avere azione antinfiammatoria e deve essere in grado di riportare l’ambiente urinario in una condizione di equilibrio.

Gli antibiotici e gran parte dei prodotti in commercio possono svolgere solo una di queste funzioni, rendendo necessario l’acquisto di più prodotti che fanno lievitare i costi di terapia.

Nella moltitudine dei prodotti per la cura delle infezioni urinarie stanno ottenendo ottimi risultati integratori alimentari sempre più supportati da evidenze cliniche.

Un recente studio ha confrontato l'efficacia di un integratore alimentare costituito da L-metionina, estratto secco di Ibisco (Hibiscus sabdariffa L.) ed estratto secco di boswellia (Boswellia serrata Roxb.), nel trattamento della cistite acuta, rispetto all'efficacia di una somministrazione di ampicillina in pazienti con microorganismi sensibili a questo antibiotico (Costantino e al. PHYTOGYN vol. II - n. 1 2011). I risultati ottenuti hanno prevedibilmente dimostrato l'indiscussa efficacia dell'antibiotico quando prescritto a seguito di un’urinocoltura e un’antibiogramma. D'altro canto la somministrazione dell'integratore è stata in grado di migliorare in tempi altrettanto rapidi la sintomatologia e di determinare una normalizzazione della batteriuria almeno alla pari rispetto all'antibiotico.

La L-metionina in particolare è in grado di riportare il pH urinario a valori fisiologicamente acidi, condizione che rende particolarmente efficaci alcune classi di antibiotico (vedi tabella).

Nel caso in cui tra i sintomi non ci sia febbre e sanguinamento, e nel caso in cui la sensibilità agli antibiotici sia ridotta, è possibile considerare l’utilizzo di queste terapie alternative da sole o in supporto a quelle farmacologiche, sempre associate a comportamenti che riducano i fattori di rischio.

*(link interno su Prevenzione una volta online)