Infezioni vie urinarie / Cistite interstiziale

SINTOMI, CAUSE, DIAGNOSI E CURA

La cistite interstiziale (CI) è classificata come malattia rara con il codice di esenzione RJ0030 e dopo la diagnosi il paziente viene inserito nel registro regionale per le malattie rare.

Si manifesta con alterazioni gravi allo strato di glicosaminoglicani e danni alle cellule dell’urotelio, che rendono la vescica permeabile e più sensibile a qualsiasi stimolo. Un urotelio danneggiato permette il passaggio di sostanze irritanti che aggravano i processi infiammatori innescati dai mastociti; queste cellule interferiscono con i segnali inviati dai nervi alla muscolatura liscia della parete, generando spasmi e dolori molto forti. In alcuni casi si possono creare punti sanguinanti o vere e proprie lesioni (ulcere di Hunner).



SINTOMI

La cistite interstiziale può essere accompagnata da uno o più sintomi, la cui gravità varia da persona a persona e si evolve continuamente. 

Normalmente si riscontrano:

— minzione molto frequente durante il giorno e la notte;

— stimolo impellente a urinare;

— dolore vescicale;

— dolori e spasmi molto forti in tutta la zona addominale, uretra e vagina (sindrome dolorosa pelvica);

— rapporti sessuali dolorosi;

— nell’uomo dolore ai testicoli, allo scroto, al pube, al coccige, eiaculazioni dolorose e sintomi simili a quelli dell’ipertrofia prostatica, che rendono difficile la diagnosi e che spesso spingono i medici a eseguire interventi di resezione della prostata.

Si può avere un peggioramento nei sintomi assumendo cibi e bevande di natura acida, durante situazioni di stress fisico e mentale, durante il ciclo mestruale e dopo i rapporti sessuali.


CAUSE

Esistono diverse teorie sulle cause scatenanti la Cistite Interstiziale, ma non c’è ancora certezza nel definirle. É parere comune associare questa patologia a una o più cause tra loro concatenate. Si ritiene dipenda da:

— Difetto degli strati di rivestimento dell’epitelio della vescica che perde i glicosaminoglicani e diventa permeabile all’urina e alle sostanze tossiche in essa contenute.

— Iperattivazione mastocitaria: I mastociti, cellule infiammatorie presenti nell’urotelio, rilasciano una grande quantità d’istamina provocando vasodilatazione e amplificazione della risposta infiammatoria. Queste cellule interferiscono con l’invio dei segnali nervosi alla muscolatura, provocando contrazioni spastiche.

— Infiammazione dei nervi: l’infiammazione sempre più estesa e profonda raggiunge un numero sempre maggiore di nervi, amplificando il senso di dolore che diventa cronico.

— Contrattura del pavimento pelvico: la contrattura della muscolatura pubo-coccigea riduce l’apporto di sangue e ossigeno a uretra, vescica e vagina riducendone la funzionalità.

— Disturbi autoimmunitari che spesso si manifestano in altre sedi, possono manifestarsi anche a livello vescicale con il sistema immunitario che attacca le cellule della parete.

Molto spesso la cistite interstiziale è associata ad altre malattie di tipo autoimmunitario o legate a disordini immunologici: 

— fibromialgia e sindrome da affaticamento cronico;

— cefalea;

— allergie;

— artrite reumatoide;

— lupus sistemico;

— collagenopatie;

— tiroidite di Hashimoto;

— sindrome di Sijogren;

— sindrome del colon irritabile;

— endometriosi;

— vestibulite vulvare.


DIAGNOSI

Essendo i sintomi della Cistite Interstiziale molto simili a quelli delle infezioni urinarie, spesso la diagnosi tarda ad arrivare.

L’esame più indicato quando si sospetta si tratti di CI è la cistoscopia in idrodistensione. Al paziente viene praticata anestesia generale o spinale e viene inserito un cistoscopio in vescica attraverso l’uretra. La vescica viene riempita con acqua fisiologica e fatta dilatare. La dilatazione consente di osservare al meglio le pareti dell’urotelio e evidenziare eventuali punti sanguinanti o ulcere di Hunner che confermano la diagnosi.


TERAPIA

I trattamenti a disposizione sono molteplici ed i risultati spesso imprevedibili ed in genere riportati su un piccolo gruppo di pazienti, pertanto non è facile attribuire maggiore raccomandazione di un trattamento rispetto ad un altro e prevedere la possibile intolleranza. 

Le linee guida SIU propongono interventi terapeutici che hanno lo scopo di ridurre la sintomatologia e migliorare la qualità della vita. La strategia proposta dà precedenza ai trattamenti più conservativi e privi di effetti collaterali, per poi passare a quelli più complessi e invasivi se i sintomi permangono (vedi tabella).



É uso comune assumere bicarbonato di sodio per alcalinizzare il pH dell’urina e ridurre il senso di bruciore. Secondo uno studio doppio cieco randomizzato tale pratica avrebbe valenza dubbia in quanto le modificazioni del pH urinario non producono effetti significativi sul dolore vescicale. 

(Nguan C, Franciosi LG, Butterfield NN, Mac-Leod BA, Jens M, Fenster HM. A prospective, double-blind, randomized cross-over study evaluating changes in urinary pH for relieving the symptoms of interstitial cystitis. BJU Int 95:91-4, 2005.)