Infezioni vie urinarie / Prostatite

CAUSE, SINTOMI, DIAGNOSI E CURA

La prostatite è l’infiammazione della ghiandola prostatica e dei tessuti circostanti. Poiché solo gli uomini sono provvisti di prostata, è una sindrome che colpisce esclusivamente il sesso maschile. 

Curiosità
Nelle donne, nell’area perivaginale in prossimità dell’uretra, ci sono le ghiandole di Skene, considerate l’omologo della prostata e se infiammate possono dare sintomi simili.

La comunità scientifica ha proposto una classificazione delle prostatiti in base al fattore scatenante e alla sintomatologia. Si distinguono dunque:

— prostatite cronica o sindrome del dolore pelvico cronico;

— prostatite batterica acuta;

— prostatite batterica cronica;

— prostatite infiammatoria asintomatica.


CAUSE

Le cause di prostatite sono diverse a seconda si abbia natura infiammatoria o infettiva.

— Nella prostatite cronica le cause esatte sono sconosciute. La scienza ritiene possa essere causata da microrganismi come Clamidia o Micoplasma, da agenti chimici presenti nell’urina, dall’azione del sistema immunitario coinvolto nella risoluzione di infezioni a carico del sistema urinario o a danni neurologici dell’area pelvica.

— La prostatite batterica acuta e cronica è conseguente al passaggio di batteri dall’uretra alla vescica. La forma acuta si sviluppa improvvisamente e dura poco, mentre la forma cronica compare lentamente e dura a lungo. Non è contagiosa e non si trasmette sessualmente.

I batteri maggiormente coinvolti nelle infezioni prostatiche sono gli stessi delle cistiti batteriche, e cioè Escherichia coli, Klebsiella sp., Proteus Mirabilis, Pseudomonas aeruginosa, e con grande prevalenza Enterococcus faecalis. Recentemente sono stati segnalati molti casi di infezioni prostatiche da Gram+.


SINTOMI

I sintomi dipendono dal tipo di prostatite, ma spesso sono simili a quelli di un’infezioni delle vie urinarie. Alla prima comparsa è importante consultare un medico per determinare se si tratta davvero di prostatite, di quale tipo e quale terapia sia la più indicata. Nella prostatite batterica acuta si manifestano i seguenti sintomi: 

— brividi;

— febbre;

— bruciore durante la minzione;

— minzione frequente e dolorosa;

— incapacità di svuotare la vescica (vedi immagine);

— dolore al perineo, al pene e ai testicoli;

— dolore articolare;

— dolore alla vescica;

— dolore lombare;

— eiaculazione dolorosa;

— prostata soffice e gonfia alla palpazione. 

Se non diagnosticata e trattata in breve tempo si possono avere delle complicanze:

— ascesso prostatico con raccolta di pus;

— ritenzione urinaria acuta;

— prostatite batterica cronica;

— infezione della circolazione sanguigna (urosepsi).

La prostatite batterica cronica mostra gli stessi sintomi, ma non la febbre. Nella prostatite cronica o sindrome da dolore pelvico cronico si aggiungono:

— minzione dolorosa;

— fastidio e dolore al pene;

— eiaculazione difficoltosa.


DIAGNOSI

Normalmente il medico raccoglie l’anamnesi personale e familiare del paziente per escludere altre patologie con sintomatologia simile.

Il passaggio successivo prevede l’esame fisico sul paziente:

— osservazione del getto uretrale;

— ricerca di linfonodi inguinali ingrossati;

— osservazione dello scroto, se gonfio o dolente;

— esplorazione rettale della prostata. 

Infine si eseguono esami medici normalmente impiegati nella diagnosi dei problemi del tratto urinario inferiore: 

— esame urine, urinocoltura (link interno!!!) e test di Meares-Stamey;

— esami del sangue;

— uroflussometria e residuo post minzione, esami urodinamici per valutare la capacità della vescica di trattenere l’urina e svuotarsi progressivamente e completamente;

— ecografia transrettale;

— cistoscopia;

— biopsia;

— analisi dello sperma.


CURA

Le terapie consigliate sono diverse in base al tipo di prostatite.

Terapia per prostatite cronica o Sindrome del dolore pelvico cronico
Sebbene questa prostatite non sia di tipo infettivo, il medico può prescrivere l’antibiotico se non riesce ad escludere con certezza un coinvolgimento batterico. Il trattamento di questa forma infiammatoria prevede l’uso di farmaci in grado di far passare la sintomatologia dolorosa e trattamenti alternativi di sostegno (vedi tabella).



Possono essere utilizzati in supporto integratori contenenti Serenoa o Pigeum africanum. 

Terapia per prostatite batterica acuta
Questa forma di prostatite, avendo natura infettiva, viene sempre trattata con antibiotici. Il tipo di chemioterapico varia in base al ceppo batterico responsabile dell’infezione. La terapia normalmente dura 2 settimane, anche se è uso comune prolungare a 6-8 settimane per prevenire recidive. I casi più gravi prevedono l’ospedalizzazione durante la quale il paziente viene idratato e gli viene somministrato antibiotico per via endovenosa (vedi tabella).



Tra le raccomandazioni:

— modificare la dieta, evitando o riducendo le sostanze irritati;

— aumentare l’assunzione di liquidi per incrementare la diuresi e favorire l’eliminazione dei batteri.

Terapie alternative possono essere prescritte in supporto alla terapia antibiotica con lo scopo di risolvere quanto prima l’infezione batterica e prevenire eventuali recidive. Normalizzare l’ambiente vescicale significa renderlo inospitale per i batteri ed evitare che questi si riproducano. Riportare urine infette a pH fisiologicamente acido consente la trasformazione dei nitriti batterici in ossido nitrico, un potente batteriostatico. Riducendo la carica batterica urinaria si riduce il rischio che l’infezione si propaghi attraverso i tessuti verso la prostata. Un ottimo normalizzante urinario è la L-Metionina. 

Terapia per prostatite batterica Cronica
Il trattamento e le raccomandazioni per la forma cronica di prostatite infetta prevede l’uso degli stessi antibiotici della forma acuta, presi però per tempi più lunghi e a dosaggi ridotti.



É scientificamente provato che gli antibiotici facciano difficoltà a penetrare il tessuto e a raggiungere i dotti prostatici, pertanto l’eradicazione dei batteri all’interno della prostata può non essere cosa semplice. É per questo motivo che diventa basilare risolvere l’infezione alla fonte, cioè all’interno della vescica. 

A supporto delle terapie antibiotiche standard esistono terapie alternative a base di integratori contenenti principi attivi antibatterici, antinfiammatori e normalizzatori di pH.

Possono inoltre essere prescritti farmaci miorilassanti che riducono la tensione vescicale e migliorano lo svuotamento urinario riducendo i sintomi dolorosi. Talvolta si rendono necessari interventi chirurgici per rimuovere tessuto cicatriziale dall’uretra, consentendo all’urina di passare più agevolmente e riducendo il rischio di ritenzione urinaria. Una vescica che non scarica bene trattiene urina, che diventa terreno fertile per infezioni batteriche.