PRINCIPI ATTIVI / Ananas

ANANAS COMOSUS (L.) MERR.
La Bromelina con azione antinfiammatoria

Il genere Ananas appartiene alla famiglia delle Bromeliacee, originarie dell’America meridionale; comprende otto specie di piante sempreverdi con foglie rigide, nastriformi e spesso dai margini spinosi. L’Ananas Comosus rappresenta la specie commestibile del genere; dal succo del frutto, detto sincarpo, e, specialmente dal gambo, viene estratto un fitocomplesso ricco di principi attivi.

La prima forma di bromelina ad esser individuata proveniva dal frutto dell’ananas, caratterizzata grazie a studi sul suo utilizzo nella medicina popolare. Successivamente fu individuata una seconda forma, detta bromelina del gambo, utilizzata oggi in campo industriale. Nel gambo, infatti, la bromelina è più concentrata, per cui l’estrazione risulta più economica, visto che è uno scarto della produzione alimentare. La sicurezza dell'impiego della bromelina rispetto ad altri farmaci antinfiammatori deriva dalla differenza nel suo meccanismo di azione: infatti, laddove i classici FANS inibiscono la cicloossigenasi, bloccando la sintesi di prostaglandine, la Bromelina "dirotta" tale sintesi, incrementando la produzione di prostaglandine ad attività antinfiammatoria a discapito di quelle ad attività pro-infiammatoria, in tal modo evitando il danno gastrointestinale tipico dei FANS.


Tale differenza nel meccanismo d'azione spiega la sinergia che essa può avere con i FANS, ottenendo così un potenziamento degli effetti antinfiammatori. Altre attività farmacologiche della Bromelina includono un'azione antitrombotica, un'attività ipotensiva e la capacità di solubilizzare le placche arterosclerotiche. È nota la sua capacità sinergica nelle terapie antibiotica ed antitumorale. Per uso topico si sfrutta l'azione cheratolitica e di "pulizia" dei lembi di pelle morta in prossimità di ulcere ed ustioni (da poco in Italia sono stati messi in commercio farmaci a base di bromelina per uso topico). Un utilizzo collaterale della Bromelina sfrutta la sua proprietà antidiarroica, tramite inattivazione (temporanea) dei recettori intestinali delle tossine batteriche.

La bromelina inibisce l’attività della trombossano sintetasi, l’enzima responsabile della conversione della PG H2 in prostaglandine proinfiammatorie e trombossani. Pertanto, riduce la vasodilatazione, la permeabilità capillare, la migrazione leucocitaria e il dolore locale (riduzione produzione di bradichinina). 

Questo meccanismo d’azione giustifica una possibile attività sinergica con i FANS nel potenziare gli effetti antinfiammatori.

Pertanto in base al meccanismo d’azione, le attività della bromelina possono essere così riassunte:

  • Attività antinfiammatoria e antiedemigena (inibizione della trombossano sintetasi);

  • Attività proteolitica e fibrinolitica;

  • Attività antiaggregante piastrinica (diminuzione trombossano, aumento prostaciclina).

L’azione prevalente è quella antiedemigena.

La bromelina è risultata particolarmente efficace nel trattamento degli stati infiammatori dei tessuti molli associati a trauma, nelle infiammazioni localizzate specialmente in presenza di edema e nelle reazioni tissutali post-operatorie. L’attività proteolitica può essere molto utile nel combattere lo stato infiammatorio articolare innescato dal rilascio nell’articolazione artrosica di piccoli frammenti cartilaginei (debris). Infatti, la bromelina scinde questi frammenti di natura glicoproteica facilitandone l’eliminazione. Un recente studio clinico controllato, ha dimostrato che la bromelina è efficace nel trattamento della sinusite dei bambini.

La Bromelina è controindicata in pazienti con gravi disfunzioni renali od epatiche, ed è necessario uno stretto controllo in pazienti emofiliaci o comunque soggetti a disordini della coagulazione del sangue.

https://it.wikipedia.org/wiki/Bromelina